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Prestazioni mentali e vitamine del gruppo B

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Nel 2020 quasi 1/4 della popolazione europea sarà composta da anziani e si prevede che le persone con un’età superiore agli 80 anni passerà da 21,4 milioni del 2000 a 35 milioni nel 2025.

In questa prospettiva, il miglioramento generale delle abitudini alimentari, sembra essere la via più economica ed efficace per contrastare i problemi di salute tipici della vecchiaia.

In particolare il consumo di alimenti ricchi di vitamine del gruppo B e folati, come le verdure a foglia verde, potrebbe aiutare a prevenire il declino mentale provocato dall’invecchiamento.

Questi sono i risultati di uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, che ha coinvolto 321 uomini tra i 50 e gli 85 anni, arruolati per partecipare al Veteran Affairs Normative Aging Study. La loro funzione cognitiva fu controllata mediante un test dello stato mentale sulla base della misurazione di memoria e fluenza verbale all’inizio dello studio e dopo tre anni.

La loro dieta fu esaminata utilizzando un questionario sulle abitudini alimentari. Furono inoltre raccolti campioni ematici per controllare i livelli sierici di omocisteina e vitamine del gruppo B.

Al termine del periodo di follow-up i ricercatori, diretti da Katherine Tucker, del Tufts University’s Friedman School of Nutrition Science and Policy di Boston, hanno rilevato una significativa associazione tra declino nella capacità operativa pratica di organizzazione e livelli plasmatici di omocisteina, folati e vitamina B6 e B12, come anche l’apporto dietetico di ciascuna vitamina.

È stato interessante notare che gli effetti dei folati sulla funzione cognitiva sono stati indipendenti dalla loro azione sulla omocisteina: i folati dietetici sembrano proteggere contro il declino della fluenza verbale e della capacità operativa pratica di organizzazione, laddove alte concentrazioni di omocisteina sembrano essere correlate al declino del richiamo mnemonico.

Il team di ricercatori conclude affermando che scarse concentrazioni di vitamine del gruppo B e alte di omocisteina, predispongono al declino cognitivo.

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